L’inclusione delle persone con disabilità in contesti di cooperazione internazionale: riflessioni da un’esperienza di tesi con OVCI in Cina

La mia esperienza di Servizio Civile Universale (SCU) in Cina si è intrecciata con la stesura della mia tesi di laurea magistrale in “Consulenza Pedagogica per la Disabilità e la Marginalità”. L’esperienza come casco bianco ha trasformato la conclusione del mio percorso di studi in qualcosa di molto più intenso e arricchente. Il Servizio Civile è stato per me un’opportunità di crescita umana e professionale, fatta di formazione, incontri, amicizie, condivisione e inclusione. L’indagine condotta attraverso la mia tesi è stata un’ulteriore occasione di incontro con i professionisti di Womende Jiayuan, controparte e principale partner di OVCI LA NOSTRA FAMIGLIA E.T.S. in Cina. Con loro ho avuto modo di costruire relazioni significative e preziosi momenti di confronto, che hanno arricchito sia la ricerca sia la mia esperienza personale.
I professionisti cinesi sono stati protagonisti essenziali del mio progetto di tesi, dal titolo “L’inclusione delle persone con disabilità in contesti di cooperazione internazionale. Uno sguardo alla Cina attraverso l’esperienza di OVCI LA NOSTRA FAMIGLIA E.T.S.”. L’obiettivo era approfondire le percezioni culturali della disabilità e la situazione dell’inclusione delle persone con disabilità in Cina, oltre a riflettere sul ruolo della cooperazione internazionale come strumento di supporto ai processi inclusivi. Così come il pedagogista dovrebbe dedicare tempo alla conoscenza della persona che accompagna, anche il cooperante deve conoscere il contesto in cui opera, fatto di storia, cultura, norme, opportunità e limiti. Il Servizio Civile Universale mi ha dato il tempo necessario per costruire relazioni di fiducia con le persone coinvolte, creando le condizioni per uno scambio autentico di idee, esperienze ed emozioni attraverso un’intervista che ha assunto la forma di un momento di relazione.
Le interviste sono state precedute da un approfondimento sulla cultura della disabilità e sui riferimenti normativi e operativi vigenti in Cina e in Italia. Solo attraverso la conoscenza dei contesti coinvolti è possibile assumere un autentico atteggiamento di accompagnamento e collaborazione. La cooperazione internazionale può contribuire a sostenere l’inclusione delle persone con disabilità e ad alimentare uno sguardo di speranza sul cambiamento sociale. Come ogni contesto che si occupa di fragilità, presenta grandi potenzialità, ma anche complessità che richiedono attenzione, progettualità e capacità di lavorare insieme. Prima ancora che professionalmente, la cooperazione coinvolge le persone sul piano umano e richiama valori fondamentali come ascolto, umiltà, collaborazione e condivisione. Questi aspetti sono emersi chiaramente dalle testimonianze degli operatori di Womende Jiayuan.
Le interviste hanno evidenziato una realtà complessa, in cui convivono rappresentazioni culturali molto diverse della disabilità: da un lato interpretazioni ancora associate a vissuti negativi, dall’altro visioni che valorizzano la persona a prescindere dalle sue caratteristiche. Tali percezioni influenzano ancora profondamente i processi di inclusione in ambito scolastico, lavorativo e sociale. La ricerca ha inoltre evidenziato come negli ultimi anni siano stati compiuti importanti passi avanti sul piano normativo e delle politiche inclusive, pur rimanendo margini di miglioramento soprattutto nell’applicazione concreta delle misure esistenti. È emerso che il cambiamento richiede l’integrazione di più livelli: normativo e operativo, personale e comunitario, culturale e sociale. Solo attraverso il contributo congiunto di persone, famiglie, professionisti e comunità è possibile costruire percorsi inclusivi efficaci. In questa prospettiva si colloca lo Sviluppo Inclusivo su Base Comunitaria, approccio che guida l’operato di OVCI e che promuove la costruzione di reti capaci di valorizzare le risorse di tutti gli attori coinvolti. La cooperazione internazionale rappresenta così non solo uno spazio di intervento, ma anche uno strumento per favorire lo scambio di competenze, esperienze e umanità.
Gli operatori di Womende Jiayuan hanno inoltre individuato alcune qualità essenziali per chi accompagna le persone con disabilità: empatia, pazienza, passione, responsabilità, capacità di ascolto, atteggiamento accogliente e fiducia nelle possibilità dell’altro. Competenze che affiancano quelle professionali e costituiscono il fondamento della relazione educativa con bambini, famiglie e comunità.
Promuovere l’inclusione significa riconoscere il valore di ogni persona e assumersi insieme la responsabilità di costruire opportunità di cambiamento. In questo senso, la cooperazione internazionale si conferma non solo ambito operativo, ma anche autentico “luogo pedagogico”, in cui si intrecciano culture, competenze, relazioni e umanità. Grazie di cuore a Cinzia, Riccardo e Celestina per aver creduto nel mio progetto e per avermi fatto sentire accolta fin dal mio arrivo a Pechino. Un grazie speciale va a tutti i professionisti di Womende Jiayuan, che mi hanno dedicato il loro tempo e condiviso pensieri, esperienze ed emozioni. Grazie per l’accoglienza, l’umanità e gli spazi di incontro e amicizia che abbiamo costruito insieme.
Greta Martinenghi – TNPEE e pedagogista, Casco Bianco in Cina



