La storia di Martina e Beatrice, tirocinanti di logopedia a Pechino

La sede OVCI di Pechino ci ha accolte in tirocinio per due mesi, che sono stati intensi e stimolanti. Come logopediste in formazione, è stata un’esperienza estremamente positiva e costruttiva. Siamo state accolte e supportate dal Rappresentante Paese Riccardo Tagetti e dalla Direttrice Tecnica Celestina Tremolada che sono stati un punto di riferimento fondamentale per noi durante questi mesi. Ci hanno permesso di conoscere ed immergerci a pieno nella realtà cinese e ci hanno supportate nella stesura della nostra Tesi di Laurea.
Svolgere un tirocinio in una realtà così diversa da quella a cui siamo abituate ha rappresentato una sfida, soprattutto inizialmente, anche se abbiamo sempre potuto contare sull’aiuto sia del team italiano e che di quello cinese. Sicuramente comprendere il funzionamento della struttura e del sistema in cui è inserita non è stato semplice, così come stare a stretto contatto con bambini che presentano situazioni alquanto delicate. Tuttavia, con il passare dei giorni ci siamo sempre più ambientate e abbiamo cercato di essere utili quanto possibile, pur essendo ancora delle studentesse.
Essere immerse in una realtà come quella di OVCI ci ha permesso di allenare la nostra flessibilità oltre che il nostro spirito di adattamento, e al contempo ci ha fatte crescere sia come persone che come professioniste.
Molto spesso, gli studenti di logopedia vengono “fermati” dallo svolgere un’esperienza all’estero per paura che, la mancata conoscenza della lingua, renda il tutto infattibile. Noi siamo qua a dimostrare il contrario. Nonostante nessuna di noi due parlasse cinese, questo non ci ha fermato dal rapportarci ed interagire costantemente con i bambini e con i terapisti cinesi. Allo stesso tempo, le nostre diversità culturali ci hanno permesso di sviluppare uno sguardo diverso sull’approccio al bambino con disabilità. Il centro utilizza infatti un approccio olistico, al centro del quale viene sempre messa la persona e non la sua patologia, e questa è una cosa che dovremmo cercare di tenere in considerazione sempre, anche nella nostra realtà.
È stato poi davvero molto utile osservare come i terapisti si relazionino con bambini ma anche e soprattutto con le loro famiglie, che non vengono mai abbandonate ma anzi, seguite e supportate costantemente, e questo è un aspetto che ci ha sicuramente colpite: avere sempre un occhio di attenzione per la famiglia permette di avere una compliance migliore, oltre che di ottenere risultati incredibili.
Dal punto di vista professionale, abbiamo potuto osservare come avvengano i trattamenti logopedici in Cina e quali siano gli strumenti utilizzati dalle logopediste in loco, Dora e Mae, che sono state fondamentali nella nostra esperienza e con le quali abbiamo sempre avuto uno scambio estremamente proficuo. È stato interessante osservare come s’intreccino analogie con le nostre modalità operative e profonde differenze, che però hanno reso questa esperienza davvero incredibile.
Inoltre, avere potuto osservare anche come lavorano gli altri terapisti del centro, dalla terapista occupazionale Vivi alle fisioterapiste Chiara e Max, ci ha consentito di imparare il più possibile anche circa questi settori, oltre che allargare il nostro sguardo a come sia importante lavorare sempre a stretto contatto con queste figure. È stato poi estremamente utile vedere come il centro proponga diverse attività oltre alle sedute di trattamento riabilitativo “standard”, come la water therapy, la musicoterapia, diversi progetti artistici e il “vocational” per l’inserimento lavorativo dei ragazzi più grandi, offrendo quindi alle famiglie e ai bambini numerosissime opportunità per crescere e migliorare.
Il nostro appello si rivolge a tutti gli studenti e le studentesse di logopedia: andate in Erasmus, provateci! Nonostante la nostra professione sia intrinsecamente legata alla lingua, esperienze come la nostra fanno capire come ci sia molto di più, e come sia possibile lavorare e crescere professionalmente anche in realtà così diverse dalla nostra.
Per questo e mille altri motivi, ci teniamo a ringraziare di cuore Riccardo e Celestina, che ci hanno permesso di vivere quest’esperienza incredibile, Cinzia Ballerini che ci ha seguite in tutta la parte burocratica, Alessandro Giardina che ci ha fatto conoscere la realtà di OVCI, Peter e Maria per la loro infinita disponibilità e tutti i terapisti di Womende Jiayuan, che ci hanno accolte e ci hanno insegnato un’infinità di cose, rendendoci, prima di tutto, delle persone migliori e permettendoci di crescere anche da un punto di vista professionale.
Martina Ugrin e Beatrice Mion, studentesse al 3° anno in Logopedia - Università di Trieste



