aggiornamento KHARTOUM 1aggiornamento dicembre 2020

Con la diminuzione del numero di casi anche in Sudan abbiamo assistito ad una parziale apertura delle attività a partire da fine giugno 2020. OVCI ha salutato con grande senso di sollievo le disposizioni del Governo Sudanese ed in particolare l’alleggerimento del coprifuoco seppur mantenendo massima cautela e attenzione per i bambini con disabilità che quotidianamente assistiamo.

Per questo abbiamo conservato un sistema di alternanza dei turni delle fisioterapiste fino a fine settembre normalizzando il lavoro del Centro a partire da ottobre. Le buone pratiche apprese durante i momenti più intensi della pandemia, però, sono state mantenute: l’uso della mascherina per operatori e pazienti è obbligatorio, così come abbiamo ribadito l’obbligatorietà della verifica della temperatura del paziente e la sanificazione delle mani di operatori e pazienti prima di entrare nel Centro.

Sempre a settembre abbiamo ricominciato a svolgere le visite settimanali negli orfanotrofi e con grande gioia di terapisti e volontari siamo riusciti a rilanciare il programma di CBID nelle strutture con il coinvolgimento di oltre 20 ragazze e ragazzi sudanesi che hanno ricevuto una formazione sulla CBID lo scorso anno e possono finalmente visitare con continuità i bambini disabili degli orfanotrofi di Maygoma e Dar EL Mukstabal for boys and Dar El Mukstabal for girls.

Per tutti noi il riavvio delle attività e il lento ritorno alla normalità ha rappresentato una vera e propria boccata di aria fresca ed è stato bello poter ricominciare con rinnovato entusiasmo le attività.

Questo ritrovato dinamismo è stato premiato anche dall’approvazione da parte di AICS di un progetto di primissima emergenza che ci ha permesso di avviare un programma di distribuzione di pacchi alimentari e prodotti igienici ad oltre 300 famiglie in situazioni di estrema povertà: non bisogna dimenticare, infatti, che il COVID ha avuto anche in Sudan tremende ripercussioni economiche colpendo soprattutto le persone più deboli. È per questo che il programma di sostegno si indirizza proprio verso queste famiglie e soprattutto verso quelle che hanno un famigliare con disabilità.

Sempre nell’ambito di tale progetto abbiamo raggiunto oltre 15,000 persone nella distribuzione di pastiglie di cloro per la sanificazione dell’acqua: non bisogna dimenticare, infatti, che nonostante il COVID-19 abbia avuto un severo impatto su tutto il Paese qui le priorità rimangano decisamente altre: accesso ad acqua pulita, accesso a vaccinazioni e salute di base, accesso all’educazione. Durante gli ultimi giorni di ottobre il ministero della Sanità ci ha coinvolto in una vaccinazione di massa contro la Poliomielite di cui si sono registrati svariati casi fra agosto e settembre. Al momento abbiamo vaccinato oltre 1.000 bambini, ma speriamo di raddoppiare il numero già nelle prossime settimane.

In questo panorama di generale ripresa fanno eccezione le scuole: purtroppo il Ministero dell’Educazione aveva ipotizzato un’apertura delle scuole pubbliche solo a partire da novembre. Questo significa che i bambini sudanesi non vanno a scuola dal 15 marzo scorso. Questo significa che è da oltre 9 mesi che i bambini sudanesi non vanno a scuola. Considerando che modalità di didattica a distanza sono state escluse a causa dell’impossibilità di accedere alla tecnologia anche di base (es. radio e tv) è facile intuire l’impatto negativo della mancanza di istruzione sui bambini e i giovani.

L’interruzione delle lezioni ha determinato un aumento sensibile di situazioni di lavoro minorile e di matrimonio precoce e nel caso specifico dei bambini seguiti da OVCI l’impossibilità di supportare bambini, insegnanti e famiglie nei percorsi di inserimento scolastico e sociale.

In questo momento (27 novembre 2020) la situazione sembra nuovamente peggiorare: il numero di casi positivi al COVID ha superato i 250 giornalieri e il governo ha predisposto quello che da molti viene definito come un “mini-lockdown”: i servizi pubblici e privati rimarranno aperti ma adottando un sistema di turnazione dei lavoratori al 50%. Sono vietati feste, riunioni, occasioni di incontro e assembramento.

Contemporaneamente anche le scuole rimarranno chiuse fino al 5 dicembre.

Come OVCI siamo molto attenti ad applicare le indicazioni nazionali ma contemporaneamente andiamo avanti nel nostro lavoro con maggiore consapevolezza e determinazione rispetto alla prima ondata.

aggiornamento KHARTOUM 2aggiornamento giugno 2020

Con la chiusura delle attività riabilitative, le fisioterapiste senior del nostro Centro di Riabilitazione hanno dato la loro disponibilità per fornire supporto telefonico alle famiglie dove sono presenti bambini con disabilità seguiti dal nostro Centro di Riabilitazione, per fornire suggerimenti e indicazioni sulla gestione quotidiana dei bambini con disabilità

PERSONALE IMPIEGATO 
Numero operatori coinvolti   3

Ci scrivono da Khartoum:

Con l’arrivo del primo caso di COVID-19, anche il Sudan ha attuato diverse misure di restringimento: le scuole sono state chiuse dal 15 marzo scorso, così come gli aeroporti e i confini fra i vari Stati del Sudan. Nel tentativo di rafforzare l’isolamento è stato introdotto un coprifuoco ed è da metà aprile che gli spostamenti nelle aree limitrofe  al quartiere di residenza sono concesse solo dalle 6 del mattino alle 13 del pomeriggio. I ponti che collegano varie parti della città sono chiusi ed è possibile compiere più grandi spostamenti solo dopo aver ottenuto un permesso speciale.

OVCI Khartoum ha cercato di mantenere aperti  i servizi riabilitativi attuando delle misure preventive come il dimezzamento del numero di pazienti, il controllo della temperatura all’ingresso,  la corretta disinfezione delle mani di personale sanitario, di pazienti e familiari. In seguito all’istituzione del coprifuoco, tuttavia,  non è stato possibile continuare perché le famiglie  e i terapisti non sarebbero stati in grado di raggiungere il Centro.

Al momento le uniche attività che stiamo portando avanti 3 volte a settimana sono quelle relative al dispensario di Dar El Salam, dove vengono regolarmente offerti servizi pediatrici, nutrizionali, materno infantili e vaccinazioni. Proprio soffermandoci a considerare queste due ultime categorie di sevizi si è notato un aumento dei pazienti:  poiché la maggior parte degli ospedali della zona è diventata Centro per il trattamento del COVID, i pazienti che necessitano altri tipi di intervento e di attenzione sanitaria si indirizzano verso quei pochissimi Centri, fra cui quello di OVCI a Dar El Salam,  che ancora offrono attenzioni sanitarie generalizzate.

Per garantire un minimo di continuità nel trattamento riabilitativo dei bambini, infine, le fisioterapiste e i genitori dei bambini con disabilità similari hanno creato dei gruppi whatsapp sui quali le fisioterapiste possono dare consigli e suggerimenti per continuare un minimo di attività dalle proprie case.

gli operatori locali ci hanno inviato un video di solidarietà e condivisione ai colleghi italiani

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