aggiornamento giugno 2021

fatima e mohamed volontariIl Marocco ha iniziato una massiccia campagna vaccinale che sta interessando gran parte dellapopolazione che ha una età a partire dai 40 anni. La campagna coinvolge i cittadini marocchini e stranieri.

Al momento è importante rispettare le misure preventive: tenere la mascherina neiposti pubblici, mantenere il distanziamento, lavare spesso le mani. Il coprifuoco é fissato alle 23,00. È comunque possibile muoversi da una città all’altra.

Le attività di OVCI in Marocco sono in corso, con le dovute accortezze:

  • Centro Socio- Educativo presso la Scuola elementare Mohammed el Fassi di Temara

Le attività continuano presso la scuola, visto che siamo verso la fine della scuola, le attività organizzate sono soprattutto ludiche.

  • Servizio Multidisciplinare presso la Scuola elementare Zerara di Temara

Oltre a fornire i servizi riabilitativi individuali caratteristici del Centro in presenza (fisioterapia, logopedia, attività educative) continua il lavoro a distanza (consigli alle famiglie su come lavorare a casa con il bambino).

  • Attività di Sviluppo Inclusivo su Base Comunitaria

L’attività prosegue a presso il domicilio delle famiglie che abitano nelle città di Temara e nel Comune di Ain Aouda.

  • Attività di sostegno all’organizzazione del Festival Handifilm di Rabat

Il Festival si é tenuto dal 17 al 19 giugno con solo una ventina di persone presenti e tutte le attività sono state trasmesse on line. Nonostante questa metodologia “ibrida” che ha unito presenza e remoto, è stato possibile organizzare una bella 14esima edizione ricca di tanti momenti divertenti e emozionanti.

 

aggiornamento dicembre 2020

Il nostro progetto di Riabilitazione su Base Comunitaria si svolge in 4 regioni del Marocco, colpite differentemente dall’epidemia di COVID-19.

Nella regione dell’Oriaggiornamento Rabat 1ental, fortemente colpita dal virus, nonostante le poche restrizioni delle autorità, il gruppo di lavoro ha deciso di ritornare a una presa in carico a distanza dei bambini e le famiglie beneficiare, riducendo al minimo indispensabile le visite domiciliari.

Nelle province di Tangeri, Tetouan, Chefchaouen, Casablanca , e da questa settimana di Chtouka Ait Baha, (le zone dove lavoriamo) le autorità hanno imposto un lock-down parziale.

Nonostante questo le fasce di popolazione meno agiate, vittima di una drammatica crisi economica, vivono ormai da mesi come se non ci fossero ne’ epidemia ne’ restrizioni.

Solo le scuole (e i centri per studenti con disabilità) hanno dimezzato il numero di presenze nelle classi.

I nostri volontari sono tra i pochi che durante le visite domiciliari indossano sistematicamente dispositivi di protezione di base (mascherina, visiera, utilizzo di gel anti-settico), nonostante non sia certo comodo giocare con un bambino distonico con una visiera ingombrante, e utilizzare le mascherine non aiuti i bambini con deficit di comunicazione.

Al fine di evitare assembramenti, abbiamo deciso di rimandare tutte le attività di gruppo cominciate a settembre, per implicare e formare le famiglie beneficiarie, sperando di poterle riprendere nei prossimi mesi.

Abbiamo riiniziato a prendere in carico i nostri bambini nel Servizio Integrato di Temara, in periferia di Rabat, dove la nostra equipe multidisciplinare (logopedista, educatrice speciale, fisioterapista) lavora tutte le mattine (il pomeriggio la scuola in cui lavoriamo è ancora chiusa causa COVID).

Nel complesso quindi la maggior parte delle nostre attività sono riprese, dando sostegno alle nostre famiglie, la maggior parte delle quali colpite dalle conseguenze socio-economiche delle varie restrizioni che si sono succedute.

aggiornamento Rabat 2aggiornamento giugno 2020

E' stato avviato un sistema di supporto a distanza alle famiglie dove sono presenti bambini con disabilità - fornendo suggerimenti, inviando video con esercizi che possono essere proposti in casa, e creando collegamenti telefonici anche con video chiamate (dove possibile) - con lo scopo di mantenere il contatto costante con le famiglie. Sostenere i caregiver nella gestione del bambino con disabilità, onde evitare che regredisca venendo a mancare il supporto educativo e riabilitativo.
Supporto per l’accesso agli interventi economici, se previsti dal Governo locale.

PERSONALE IMPIEGATO 
Numero operatori coinvolti   34

Ci scrivono da Rabat:

Vogliamo condividere con voi l'esperienza di Randa con Mustapha, un bambino di 9 anni con sindrome di Down.

Mustapha vive in una bidonville della periferia di Casablanca, in una famiglia allargata con zii, cugini e nonni. Ha due fratelli di 14 e 17 anni, tre cugini della sua fascia d'età, che vivono con lui e con cui gioca volentieri, mentre non esce mai a giocare con i vicini.

E' molto dipendente dalla mamma, che lo veste e lo lava come un bambino piccolo, anche se avrebbe il potenziale di diventare autonomo.

Pronuncia qualche parola, capisce bene le consegne semplici ma non quelle complesse.

Il problema principale è il comportamento, Mustapha è infatti molto aggressivo con gli altri.

Frenquenta una classe speciale (riservata a bambini con disabilità); le insegnanti all'inizio di quest'anno avevano avuto difficoltà a gestirlo, salvo poi con il passare dei mesi riscontrare un buon miglioramento.

Anche a casa la situazione stava migliorando, ma una volta chiuse le scuole per l'emergenza coronavirus, la situazione è risultata fin da subito problematica. Con tutte le preoccupazioni presenti la famiglia non aveva il tempo e la pazienza per dare la giusta attenzione a Mustapha.

La seconda settimana del confinamento Randa - la nostra agente RBC che vive nello stesso quartiere, ha chiamato la famiglia per sapere come stava il bambino e proporle delle attività educative che il bambino poteva fare assieme ai cugini e ai fratelli (disegnare e colorare, fare costruzioni, riconoscere e nominare immagini semplici) in maniera strutturata.

Il problema di Mustapha è che se lasciato solo passa tutto il tempo a guardare la TV o a fare giochi infantili.

Randa nei giorni successivi ha inviato un programma quotidiano per il bambino che, nonostante la famiglia lo non segua pedissequamente, può essere un importante aiuto nelle settimane successive, non solo per lo sviluppo del bambino, ma anche per organizzare la sua giornata e tenerlo occupato in maniera costruttiva e funzionale.

A volte Randa viene chiamata dalla mamma perchè Mustapha è violento nei confronti dei cugini, Randa cerca di dare alcuni consigli per evitare questi comportamenti problematici.

Non è una situazione facile, ma questo periodo di confinamento potrà essere un'opportunità di crescita per Mustapha all'interno della sua famiglia.

I colleghi locali hanno inviato un video di solidarietà e condivisione con i colleghi italiani

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