mmexport1607595213775aggiornamento dicembre 2020

Dopo il nuovo episodio di contagi registrato a Pechino verso la metà di giugno, partito dal più grande mercato all'ingrosso della città e prontamente messo sotto controllo, non si sono più verificati casi, e per quanto riguarda il servizio presso il Centro Womende Jiayuan per le persone con disabilità e le loro famiglie, è stato possibile ripristinarlo in presenza fra la fine di agosto e l'inizio di settembre.

Naturalmente il livello di allerta resta sempre molto alto, in particolare con l'arrivo della stagione fredda. La mascherina è indossata praticamente da tutti, così come tutti in città hanno scaricato sul proprio cellulare la APP della Municipalità che supporta le operazioni di tracciamento in caso di necessità. Quando si esce dalla Municipalità, come accaduto recentemente per un viaggio di lavoro in un'altra Provincia, al rientro la APP deve essere aggiornata per segnalare dove ci si è recati. Pur essendo molto contenuti e subito segnalati, sono infatti presenti in alcune zone del Paese dei casi di contagio: per la maggior parte si tratta di casi importati, cioè di persone che rientrano da altre nazioni, mentre qualche caso è locale. Tuttora può capitare di avere accesso ad alcuni edifici solo dopo aver mostrato il proprio status su questa APP e dopo aver naturalmente fatto il controllo della temperatura. Continuano ad essere favoriti gli incontri online, e qualora siano organizzati in presenza il controllo e le precauzioni restano ancora molto alti. Ciò è facilmente comprensibile, dato l'elevato numero di abitanti e la densità della popolazione a Pechino. Tuttavia, girando per la città, l'atmosfera che si respira è certamente diversa da quella che attualmente c'è nelle grandi città europee. I negozi, i ristoranti, i centri commerciali sono aperti, anche se in caso di spazi di grandi dimensioni sono stati mantenuti i percorsi di sicurezza per non moltiplicare ingressi ed uscite, ed avere appunto un maggior controllo. Un altro fatto che testimonia il permanere di un alto livello di allerta nazionale è la policy dei visti, tuttora ristretta per la maggior parte dei casi alle persone con passaporto cinese ed al personale diplomatico, e l’obbligo di quarantena dopo l'ingresso, che avviene in alcune città selezionate in base alle rotte aeree consentite. Il flusso turistico dall'estero è praticamente inesistente dalla fine di gennaio 2020.

Per quanto riguarda le attività progettuali, oltre a quanto accennavo all'inizio in merito alla ripresa dei servizi diretti agli utenti a partire da fine agosto-settembre, c'è stata la necessità di un certo adeguamento per i corsi e gli incontri in presenza, per cui si è preferita la modalità online in quanto era impossibile fare per tempo una programmazione diversa, senza contare l'impossibilità di confermare le missioni formative in presenza dall'Italia. Stiamo riscontrando che, seppure in questa diversa modalità, gli interventi formativi organizzati per il Team di Womende Jiayuan sono ugualmente molto significativi.

Essendo possibile ora spostarsi all'interno del Paese, abbiamo potuto anche completare, nonostante dei cambiamenti rispetto al calendario annuale, le attività di supporto a tre centri in tre diverse Province, su invito della Federazione Nazionale delle Persone con Disabilità.

Infine, restano sempre attivi (e si affiancano ai servizi in presenza) i servizi online che hanno costituito per molti mesi la sola modalità di presenza presso le famiglie. Questo richiede un impegno ancora maggiore da parte del Team di Womende Jiayuan, ma ha portato come frutto un ampliamento della rete dei beneficiari (tanto che anche i servizi in presenza sono aumentati, perché più persone hanno conosciuto il Centro). Speriamo che con il prossimo trasferimento del Centro nella nuova sede sia possibile confermare questa attenzione alle persone e questa volontà di prendersi cura, che in definitiva sono stati e sono tuttora la bussola per tutti gli aggiustamenti che la situazione di incertezza creata dal Covid19 ha reso e renderà necessari.

mmexport1607595249119aggiornamento giugno 2020

Dal febbraio 2020, in risposta all’Emergenza Covid19, è stato avviato un sistema di supporto a distanza (attraverso videochiamate) per le persone con disabilità e le loro famiglie. Si è così potuto mantenere un contatto costante con gli utenti, condividendo suggerimenti e proposte di trattamenti da svolgere nell’ambiente domestico. Sostenere i genitori ed i caregiver nella gestione del bambino con disabilità è stato fondamentale per garantire il mantenimento dei risultati precedentemente raggiunti, ed in alcuni casi ha anche favorito ulteriori miglioramenti. Le famiglie si sono sentite accompagnate.

PERSONALE IMPIEGATO 
Numero operatori coinvolti   20

Ci scrivono da Pechino (marzo 2020):
“Anche in Cina le nostre regolari attività sono state sospese a causa del Coronavirus, perché su ordine delle autorità il Centro è stato chiuso fino a data da destinarsi. Dopo un confronto interno, abbiamo deciso di creare una piattaforma online, dando per chi lo volesse la disponibilità di essere seguiti a distanza.
La risposta delle famiglie è stata altissima, tanto da riempiere tutte le agende dei nostri terapisti, che hanno preparando anche un pacchetto di corsi da offrire online. I genitori apprezzano questo approccio, ed anche noi attraverso i collegamenti video possiamo verificare i progressi dei bambini. Questo ci dà molta speranza e fiducia che i bambini possano continuare il loro percorso, nonostante l’Emergenza Covid19.
Anche la Federazione Nazionale delle persone con Disabilità ha espresso grande apprezzamento per questo servizio online, contattandoci per proporci di collaborare ed allargando così il numero dei beneficiari”.

La notizia è stata pubblicata sul Mensile di SUPERABILE- inail (pag 8) e sul quotidiano Avvenire

I colleghi locali hanno inviato un video di solidarietà e condivisione con i colleghi italiani

L'11 giugno si è tenuta una diretta su Repubblica TV “A che punto è il virus? Live da Addis Abeba in Etiopia, dal Pechino in Cina e Abancy in Perù” a cui ha partecipato Riccardo Tagetti - capo progetto a Pechino per OVCI, inervistato con Giampaolo Longhi CVM e Michele Mattioli Apurimac da Chiara Nardinocchi.  

Scarica la registrazione dell'intervista

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