aggiornamento SANTANAaggiornamento dicembre 2020

La situazione dell’elettricità si è normalizzata a metà novembre perché è stato riparato il generatore. Il problema è che ci sono ancora quartieri senz’acqua. Altro problema che ha aggravato la situazione è che ha incominciato a piovere copiosamente allagando zone di Macapà e limitrofe. Fortunatamente Santana non è allagata. I casi di Covid stanno aumentando anche se lo stato dell’Amapá è passato nella fascia azzurra (quella con minore severità). Nonostante questo, i centri di salute che erano stati adibiti all’emergenza e che successivamente erano tornati a funzionare regolarmente sono ora tornati ad ospitare solo malati di Covid. Il nostro centro continua a lavorare sempre a orario ridotto con poche visite. Il decreto andrà avanti fino alla fine di dicembre e poi vedremo come procederà la situazione. A Macapà sono stati chiusi i centri sportivi, c’è il coprifuoco e i negozi sono chiusi, mentre a Santana il sindaco non ha aderito a queste misure.

aggiornamento giugno 2020

Inizialmente la pandemia generata dal coronavirus é stata vista per la maggior parte delle persone come un tempo di disgrazia, di caos, di difficoltá. La prima reazione dell’uomo quando vive un cambiamento improvviso e inimmaginabile é quella di vedere solo le cose negative che succedono e di focalizzarsi in comportamenti di adattamento spesso poco responsabile e di “reclamazione”.

Noi volontarie impegnate a Santana in Brasile, come per tante altre persone, questo tempo di pandemia ha richiesto innanzitutto di sperimentare la paura e la preoccupazione di tutti, ma anche il desiderio di trovare nuove alternative per continuare la nostra missione in particolare all’interno dell´Opera La Nostra Famiglia brasiliana.

Improvvisamente tante famiglie, abitualmente seguite nel Centro, si sono ritrovate senza lavoro, senza un salario, senza neanche la possibilitá di lavori saltuari e quindi ancora piú in difficoltá di quello che vivono normalmente.

Una domanda assillante è stata: “Ma cosa fare per le mamme e i bambini del nostro Centro? Non si puó fare nulla?”

Il medico ginecologo del Centro faceva pressione per poter cominciare a visitar le mamme che ne avessero bisogno, quelle che avevano qualche problema o che erano alla fine della gravidanza e cosí è stato deciso di aprire due giorni alla settimana solo 10 mamme al giorno....... con nostra grande soddisfazione, ma anche tanta paura!

Poi si è presentata una inaspettata opportunità.

Alcune Organizzazioni statali hanno dato la possibilitá ad istituti filantropici di iscriversi a loro bandi pubblici per poter ricevere aiuti per le persone piú bisognose e cosí abbiamo fatto. Grazie a loro e a persone amiche ci sono state donate tante ceste basiche (con alimenti non degradabili e materiale di igiene) e noi con gli operatori che lavorano direttamente nell´Opera la Nostra Famiglia abbiamo reinventato la caritá di tutti i giorni: 122 ceste basiche da distribuire alle framiglie più povere.

Un'esperienza, quella della distribuzione delle ceste basiche, che ha dato la possibilitá ad ognuna di superare la paura di fronte all´altro che puó trasmettere il virus... e nello stesso tempo di vedere la gioia di chi riceveva la cesta e sapeva che per qualche tempo non sarebbe stato preoccupato di non avere niente da mangiare per sè e i figli.

Non é durata tanto questa gioia perché il giorno successivo all’inizio della distribuzione dei viveri abbiamo saputo che una dipendente che era stata con noi a distribuire le ceste era contaminata dal vírus......PANICO!

Noi volontarie, infermiera e assistente sociale siamo state anche vicine alle2020 Brasile covid19 1 famiglie: è l’esperienza della telefonata, cosí semplice, ma cosí importante per chi non sa come fare e si rende conto di essere accompagnato o pensato da qualcuno.

Nonostante questa situazione è stato anche possibile condividere le difficoltà di alcuni operatori impegnati in ospedale direttamente con i pazienti colpiti da COVID19, cercando di essere presenza, ascoltandoli e ricordando loro quanto sia importante lavorare con precauzione, con attenzione e con caritá anche in questo clima di “guerra”, dove ognuno sembra piú preoccupato di difendersi e proteggersi che di curare l’altro.

Tutto questo ci ha aiutate a sentirci “un piccolo segno di speranza” in mezzo alla paura, sofferenza, dolore che tante persone stanno vivendo in questo momento.

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